Il “moplen”, inventato alla Lar


Chi percorre la Via Giardini nel comune di Formigine passa davanti alla Lar,

azienda che produce stampi, taniche, ripiani e contenitori in plastica.

Non tutti sanno che in quell’azienda negli anni ’50 è stata scritta una pagina importante della scienza.

La Lar, Lavorazione Articoli in Resine,nata a Milano nel 1939 e trasferita nel dopoguerra a Formigine, sarebbe stata un’azienda come tante altre se negli anni ’50 non avesse incrociato uno scienziato, Giulio Natta.

Come avvenne? Facciamo un po’ di storia.

Giulio Natta era nato nel 1903 a Porto Maurizio, il comune che nel 1923 Mussolini fece unire a Oneglia per dare vita all’attuale comune di Imperia.

Giovane geniale, Natta si diplomò a 16 anni e si laureò in chimica industriale a 21 presso il Politecnico di Milano.

A 22 anni iniziò la carriera accademica come professore incaricato di chimica analitica avviando nel contempo lo studio sperimentale dei polimeri.

La sua carriera ebbe una svolta quando nel 1938, a soli 35 anni, fu chiamato a dirigere l’Istituto di Chimica Industriale del Politecnico di Milano.

Dopo la guerra Natta riprese sia l’incarico in precedenza ricoperto sia la ricerca sui polimeri.

Negli anni ’50 accadde l’incontro tra lo scienziato e la Lar: conclusa la sperimentazione in laboratorio, egli doveva passare alle prove su base industriale.

Ebbene, accertò che presso la Lar esistevano impianti idonei alle sue sperimentazioni e così, fermo restando il lavoro al Politecnico dal lunedì al venerdì, iniziò a trascorrere il sabato e la domenica a Formigine per tradurre le sue teorie in una produzione industriale.

Dopo numerosi tentativi ottenne alla fine il prodotto desiderato:

un materiale plastico lavorabile, elastico, resistente agli urti e alle diverse temperature.

Era nato il polipropilene, che valse a Natta il premio Nobel per la Chimica nel 1963.

La Montecatini, industria di Stato di allora, ne acquistò il brevetto che tradusse in articoli in

plastica e in una fibra tessile cui vennero dati rispettivamente i nomi di Moplen e di Meraklon.

L’attore comico Gino Bramieri reclamizzò i prodotti in Moplen interpretando in numerosi spot

televisivi il ruolo di una casalinga che ripeteva due slogan tuttora ricordati, almeno da chi

ha ancora qualche capello nero: “E Mo e Mo… Moplen” e “La signora badi ben – che sia fatto di Moplen”. Il Moplen fu un trionfo planetario ed è ancor oggi usato.

Quando passatedavanti alla Lar guardatela con rinnovato rispetto: ci è stato inventato il Moplen.

(Vox Populi)

Leggi l’Allegato  Periodico dstretto n°88 del 23-10-2010